Il nero è un problema. Rappresentare il nero è un problema, lo è stato e lo è nel cinema, lo è nella fotografia, lo è anche nella stampa dei disegni, delle graphic novel. È un problema perché ancora oggi non si riesce ad assorbire la totalità della radiazione luminosa, quindi non si riesce a rappresentarlo. Ma più che un problema di rappresentazione è necessario capire il nero come questione sociale, perché la percezione dei colori è una questione sociale, trasformando il lavoro sul nero come un lavoro sulle parole e sul concetto. Ed ecco che il nero diventa un contorno, una forma che delimita un qualcosa, il tratto di una scritta, o il contorno di un volto. Scostarsi dalla bicromia bianco/nero è allontanarsi dall’essenza del tratto e della comunicazione, in favore di qualcos’altro che complica, che rende la comunicazione stessa incomprensibile.