www.uzak.it - ISSN 2039-800X
Periodico online di cultura cinematografica
Diretto da Luigi Abiusi
anno XVII | Uzak 52/53 | primavera/estate 2026

risultati per tag: Cose mai viste

  • Love_Exposure_S_Sono_2009_3Yu è un ragazzo che fotografa mutandine di ragazze per commettere peccati da confessare al padre, prete cattolico che ha preso i voti dopo la morte della moglie. È lo spunto da cui parte la lunga corsa diLove Exposure, vero film-exploit di Sono Sion, in cui religione, erotismo e grottesco convivono e si mescolano in vorticosa quiete.

  • alt«Takes a teen age riot to get me out of bed right now»
    (Sonic Youth – Teen Age Riot)







  • silent-lightAleggia qualcosa di ineffabile e fuggevole in queste lande spopolate messicane, al di là dell’accorata vicenda umana: un sussurro tra gli alberi, un respiro a rasentare l’erba dei campi, l’incessante frinire al trascolorare di una luce silenziosa ed eterna che una mano occlude per non accecare gli occhi.

     




  • maelstromDurante una piovosa sera d'estate, Bibiane, giovane donna di 25 anni, con la sua auto investe un passante che attraversa la strada. Spaventata, fugge. L'uomo va a casa e si spegne serenamente nella sua cucina. Ma la vita di Bibiane non impiega molto tempo a trasformarsi in caos quando incontra Evian, un uomo bello e molto loquace, che non è altri che il figlio dell'uomo che è stato investito.

    [dalla sinossi ufficiale del film]


  • Marfa-GirlTra le sterminate praterie del Texas, in territorio di Frontiera, adolescenti e non praticano quotidianamente sesso. E violenza. Dal sedicenne Adam che è fidanzato con la coetanea Inez ma va al letto con la vicina di casa più grande Donna. Al rude poliziotto Tom, la cui morbosa fissazione per la famiglia del ragazzo sfocia nel sangue. Un giorno si insedia nella comunità locale una giovane e affascinante artista che, come una maledizione, a poco a poco semina il germe del peccato...


  • «Un suono non deve mai venire in aiuto a un’immagine, e un’immagine non deve mai venire in aiuto al suono […] non bisogna che immagine e suono si prestino man forte, ma che lavorino ognuno a sua volta in una specie di scambio continuo». (R. Bresson)



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    Intervistato nel 1966 da Patrick Brion e Jean-Louis Comolli per i “Cahiers du cinéma”, Jacques Tourneur sosteneva che il cinema dovesse «evocare le cose senza mai mostrarle» nella misura in cui «l'unico vero orrore è nello spirito» dello spettatore che «teme ciò che non conosce e quel che non sa di aver visto».

  • alt

    Tutto ciò che ho praticato finora, lo chiamo opera
    d’amore…
    Medea sono adesso,
    cresciuta è la mia natura
    grazie alla sofferenza.

    (Seneca, Medea)

     



  • 025_meeks_cutoff_blurayOregon, 1845. Una carovana di tre famiglie diretta verso le montagne di Cascade ha smarrito la strada maestra seguendo una scorciatoia, non tracciata, indicata loro dalla guida Stephen Meek. Con l’esaurirsi delle scorte di sopravvivenza, la tensione nel gruppo crescerà fino ad esplodere all’apparizione di un indiano.

     

     



  • altLe immagini favolose di Métamorphoses di Christophe Honoré godono di un’aura fortemente cinematografica poiché, come ci ricorda Pavese per bocca di Leucotea, gli dèi non sono altro che il luogo, la solitudine e il tempo che passa; e, dopotutto, cos’altro mostra il cinema se non l’apparire dell’essente non come essere ma come divenire?

     

     


  • altAntefatto
    Succede che durante le giornate della 22a edizione del Milano Film Festival venga organizzata una performance-incontro dal titolo Falsiritorni (dall’oltrecinema). A fare da relatori ci sono Emiliano Montanari ed enrico ghezzi che partendo dalle suggestioni de L'avventura (il cui set diventerà per ghezzi una delle tante magnifiche ossessioni1) si abbandonano a un flusso di coscienza sul cinema, l’archeologia delle immagini e i ritorni. In questa discussione dissennata, dove a imporsi è la monologia ghezziana, a un certo punto colgo (tra indistinto brusio) parole chiare: «al cinema non esiste la prima visione. Solo seconde, terze, quarte... visioni». E quella che lì per lì mi sembra poco più di una frase ad effetto, due giorni dopo si carica di senso.


  • metropia4Anno 2024. L’Europa, alle prese con una profonda crisi energetica, è attraversata da una gigantesca rete metropolitana. Una mattina, Roger Olafsson, impiegato della Trexx Corporation (multinazionale che gestisce il traffico ferroviario) decide di non andare al lavoro. Entra in una stazione e sente delle strane voci nella sua testa. Poco dopo incontra l’affascinante Nina, che presta il suo volto per una pubblicità dello shampoo, e la segue. Lei, figlia di Ivan Bahn, il capo della società, lo aiuterà a disfarsi di questa fastidiosa voce che lo perseguita. E gli aprirà gli occhi su una pericolosa verità: l’uomo è al centro di una cospirazione e rischia di essere ucciso.


  • michaelMichael è un giovane assicuratore modello con un orrendo segreto da nascondere. Nessuno lo scopre, almeno fino a quando la madre non scende nello scantinato della sua abitazione. Una porta blindata la separa da una verità che ci pone davanti alla “iper-normalità” dell'abiezione umana.



  • altÈ possibile che la comunicazione avvenga attraverso i sensi di cui ogni uomo è dotato, tuttavia è possibile anche che questo non avvenga, che qualcosa non funzioni in chi comunica, in chi riceve il messaggio o nel tramite, la letteratura filosofica (e non solo) a riguardo è molto ampia. I punti di rottura di una comunicazione possono essere molteplici e ognuno di questi può non essere il solo.

  • altÈ nel continuo palesarsi di un’ombra, nel suo espandersi attraverso gli spazi vuoti eppure quasi claustrofobici delle stanze e dei locali, della notte riversa sul cemento dei palazzi, dei corridoi deserti di un ospedale, che David cerca, con tenera inconsapevolezza, di uscire dal bozzolo buio della sua adolescenza.




  • madeoUna madre e un figlio. Lui rappresenta per lei l’altra metà del suo universo. Lei deve proteggere dalle quotidiane vessazioni la sua creatura fragile, una mente di bambino in un corpo da adulto. Il loro rapporto, già carico d’ambiguità, degenera una volta che il ragazzo è accusato dell’omicidio di una ragazza. La madre si mostrerà disposta a tutto pur di dimostrare l’innocenza del figlio, anche di ignorare la realtà dei fatti.


  • «Mi fissai d'allora in poi in questo proposito disperato: d'andare inseguendo quell'estraneo ch'era in me e che mi sfuggiva; che non potevo fermare davanti a uno specchio perché subito diventava me quale io mi conoscevo; quell'uno che viveva per gli altri e che io non potevo conoscere.» (Pirandello, Uno, Nessuno e Centomila)


  • altMr. Zhang Believes del cinese Jionjiong Qiu è ulteriore, eccedente conferma di un cinema che riflettendo sulla stringente, ottusa contingenza (nelle cui pieghe si sedimenta l'enunciato politico, civistico, etico), non può fare a meno di riflettere su se stesso, sulle proprie possibilità di essere rispetto al tempo; di riflettersi come dispositivo di inerzie, attriti, parvenze che trovano linfa nella storia (verso cui cerca la massima rispondenza), pur destrutturandola in eco, cicaleccio, intreccio di scene riverberanti (di oscurità e voci, canzoni) in un teatro di posa, quale luogo di composizione ed elezione dell'opera, cioè una sorta di “gioco del mondo”.


  • MudArkansas. Due adolescenti in cerca di avventura, un misterioso fuggitivo e la sua donna. Tre destini che si incrociano sullo sfondo di un fiume che fa da protagonista come silenzioso testimone di segreti, ansie di fuga, promesse d'amore e speranze di salvezza.




  • altAbel Ferrara s'aggira per Mulberry Street, una delle vie principali di Little Italy, che è stata location di alcuni dei suoi primi film, vagabondando per gli stand in corso di allestimento per la festa di San Gennaro, che dura dieci giorni: questa potrebbe essere la trama. Eppure, nessuno degli elementi appena nominati è l'oggetto del film.


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