www.uzak.it - ISSN 2039-800X
Periodico online di cultura cinematografica
Diretto da Luigi Abiusi
anno XVII | Uzak 52/53 | primavera/estate 2026

risultati per tag: Cose mai viste


  • Un terzetto di scienziati è in missione per conto dell’Onu in Bolivia, per poter indagare sulle cause di un disastro ambientale. All’aeroporto attendono la loro guida locale, che non arriverà mai e che mai vedremo nel corso del film e il cui nome verrà detto, come fosse un dettaglio di alcuna importanza, un’unica volta: Helmholtz.


  • alt«Da dove veniva quel bizzarro rumore, quel ritmo lontano?... Un canto sordo che sembrava uscire dalle pareti... Sì, si sarebbe detto che le pareti cantassero!»

    (Il fantasma dell’Opera, Gaston Leroux)




  • secretosUn uomo politico cileno in esilio ritorna in patria per riportare un frammento di verità riguardo la storia del suo paese. Una volta arrivato innesca un gioco di rivelazioni a catena, una sorta di telefono senza fili attraverso il quale si perdono e si confondono verità e menzogna.

     

  • «A occhi chiusi e nello sforzo di prendere sonno,
    vedo brillare, sul fondo delle mie palpebre,
    una brace: è l’anima ostinata,
    il relitto lampeggiante
    del naufragio glorioso del mio giorno.»
    (René Char, da A una serenità contratta)


  • Un uomo – passato dai tempi lontani dell’alcolismo a una vita più ordinata, più vicina al volere di Dio – muore. Ha avuto sette figli maschi da due diverse donne. Tre, da una parte, ancora non gli perdonano di averli abbandonati e continuano a odiarlo. Gli altri quattro figli, invece, continuano ad amarlo. Il suo funerale segnerà l’inizio di una violenta faida fra i due gruppi.

  • silent_soulsTanya è morta. Miron e Aist, rispettivamente marito e amante, decidono di congedarsi dalla donna celebrando il rituale d’addio come previsto dalla tradizione della cultura Merja, antica etnia ugro-finnica. Sanno che così facendo possono scongiurare la minaccia della distruzione del mondo da cui provengono e soddisfare, di conseguenza, il bisogno di salvezza ad essa congiunto.


  • altUn americano a Parigi, ma Vincente Minnelli è lontano. Brady Corbet è l’attore, il corpo, il racconto, il vuoto che potrebbe  essere atterrato, poniamo, da un set di Harmony Korine,  o di Gaspar Noé, di Gus Van Sant. Ed è per il regista Antonio Campos, classe 1983, il volto perfetto, unico, come già lo era stato Ezra Miller nel suo Afterschool (2008). Mentre Simon Killer (2012) è solo il titolo di un film, un’approssimazione, una bugia. Una eventualità, o meglio l’ambiguità perfida del cinema, dell’inquadratura che c’è, dell’inquadratura che manca. Perché il film stesso si pone come realtà falsata, inturgidita, un effetto, fittizia nervatura thriller, mette in scena l’erosione, un realismo fallimentare che pedina le figure ma che non può più dire.


  • altPegaso, l’Orsa Maggiore, il Dragone, Andromeda… Jay Cavendish è questo: un ragazzo di 16 anni di ricca famiglia che osserva disteso il cielo notturno e le sue costellazioni,  che fa della sua pistola una matita per tracciare da lontano la Cintura di Orione, prima di ripensare ancora a lei, a Rose, contadina,  prima di addormentarsi sul terreno di una terra straniera.


  • altDall’interno di un abitacolo, attraverso un parabrezza sporco, seguiamo l’incedere costante di un autoveicolo. Fuori il cielo è sereno, così azzurro da rendere meno triste l’anonimo paesaggio circostante. Un uomo, poco più avanti, indica la strada. Sta quasi correndo. Forse è a causa sua se fin da subito si avverte un vago senso d’inquietudine. Un attimo dopo la situazione si fa più chiara: ci troviamo a bordo di un’ambulanza chiamata a soccorrere qualcuno. Quella sottile sensazione di turbamento trova ora una possibile giustificazione, ma non per questo svanisce e, al contrario, s’infittisce col passare dei minuti. Due soccorritori scendono dal veicolo, l’autista rimane al suo posto. Una nuova inquadratura ribalta la prospettiva e ci mostra il volto di quest’ultimo in primo piano, mentre fuori campo si sentono le voci dei suoi colleghi e di una donna che li informa dell’accaduto. Per alcuni interminabili secondi la mdp non si muove di un millimetro, poi finalmente un nuovo stacco di montaggio. Stavolta la ripresa è a mano e si sofferma in particolare sulla figura del dottore. Il paziente non si vede, ma il rumore del suo respiro disturbato diventa man mano insopportabile. Di nuovo all’interno dell’ambulanza, in corsa verso l’ospedale, questa volta è l’infermiera ad essere inquadrata da vicino mentre fornisce assistenza al malcapitato, di cui ancora restano celate le sembianze.

  • sonbaharYusuf dopo dieci anni di prigionia torna a casa. Ad attenderlo l’anziana madre, il vecchio amico Mikail e una donna.

  • south_of_the_border2

    Nel gennaio del 2009 Oliver Stone si reca in Venezuela per intervistare il Presidente Hugo Chavez, e per capire perché la sua immagine è stata manipolata dai media americani.Vengono ripercorse le tappe della sua ascesa: emerge come membro dell’esercito e diventa un eroe nazionale quando tenta il golpe nel 1992 contro il governo di Carlos Andrés Pérez e, per poco, non rischia di morire.


  • Starlet. Si chiama così il suo cagnolino, anche se è maschio ma non importa. Una starlet è lei, che muove i primi passi e il suo corpo lungo e magro tra i set losangelini del porno con il nome di Tess Steele.






  • alt«Hai paura di tuffarti nella sorgente plasmatica. Hai paura di essere distrutta e ricreata, vero? E scommetto che pensi di averla risvegliata tu la mia carne? Ma tu della carne conosci solo i precisi canoni della società; non riesci a penetrare le antiche paure, il terrore malsano della carne. Bevi a gran sorsate. O rinuncia. [...] Parlo della penetrazione oltre il velo della carne».
    (Seth Brundle, La Mosca)


  • storieswetellSarah Polley indaga tra i segreti di una famiglia di cantastorie: scherzosamente interroga un cast di personaggi più o meno affidabili, provocando risposte piacevolmente schiette, ma perlopiù contraddittorie, alle medesime domande. Mentre ognuno riferisce la propria versione della mitologia familiare, i ricordi attuali si trasformano in fugaci apparizioni nostalgiche di un passato movimentato e divertente e delle ombre che si celano sotto la superficie.


  • storyFiction: quanto è frutto della fantasia e dell'inventiva, contrapposto a quello che fa riferimento a eventi reali. Non Fiction: Solondz.





  • 02La scrittrice di successo Taeko sta scrivendo il suo ultimo romanzo (una storia macabra nella quale si intrecciano sesso e violenza familiare), quando viene avvicinata dal misterioso Yuji, un ragazzo che sta in realtà indagando sul passato della donna.





  • Il titolo STUDIO etimologicamente sintetizza l’atto e il luogo, il gesto e l’officina: implica una mobilità (mentale, fisica)  che parte da una zona interna  per tendere verso l’esterno (dal lat. stùd-ium che propriamente vale come impulso interno e il tendere con zelo), dunque un movimento che rievoca parallelamente l’atto di creazione artistica. Non c’è solo la volontà da parte di Francesco Dongiovanni di filmare i volti che nascono dal pennello dell’artista tarantino Pierluca Cetera ma qui, al lavoro, c’è anche l’occhio cinematografico. Si tratta dell'opera nell'opera, nel loro farsi, ovvero "l'occhio e la mano", lui che insegue l’altro in una specie di officina per due.


  • su_re1[In concorso alla 42a edizione dell'International Film Festival Rotterdam]

    Opera seconda per il filmmaker di Nuoro Giovanni Columbu, dopo Arcipelaghi (2001). Come in quel film il regista partiva dalla polifonia narrativa del romanzo di Maria Giacobbe, di cui peraltro spezzava la linearità del racconto, così in Su Re mette in scena la passione di Cristo riproponendola quattro volte, basandosi ogni volta su uno dei Vangeli canonici che l'hanno testimoniata, mettendone così in luce differenze e discrepanze.

  • svank8

    Eugene conduce una doppia vita. Nella vita reale è un uomo di mezza età, sposato (con Milada) e insoddisfatto. Nella vita parallela, condotta all’interno dei sogni, insegue la sua innamorata, Eugenia. Per comprendere meglio la natura dei suoi sogni, Eugene si rivolge a una psicoanalista, la dottoressa Holubová. Questo e la scoperta di come accedere liberamente al mondo onirico gli permettono di addentrarsi nel suo passato. Il tempo trascorso fuori casa dal marito portano Milada a sospettare una relazione extraconiugale e a pedinarlo. Eugene dovrà scegliere tra il sogno e la realtà.


  • Tatarak-Wajda-PALUCH2Durante le riprese di Tatarak, Krystyna Janda scopre che il marito, Edward Klosinski, collaboratore dello stesso Wajda, è gravemente ammalato. Il lavoro al film (il cui soggetto è tratto dal celebre dramma di Jaroslaw Iwaszkiewicz) coincide con la perdita di Edward.
    Nel film Krystyna è Marta, una donna ammalata di cancro che incontra il giovane Bogus dal quale si sente irresistibilmente attratta e che perderà tragicamente. L’arte e la vita finiscono inevitabilmente per intrecciarsi in un film parzialmente recitato, in un racconto totale sul fluire.

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