www.uzak.it - ISSN 2039-800X
Periodico online di cultura cinematografica
Diretto da Luigi Abiusi
anno XVII | Uzak 52/53 | primavera/estate 2026

risultati per tag: Cose mai viste


  • altGli Uochi Toki sono una delle intelligenze più lucide della scena musicale italiana, un ordigno sonoro che nasce dal cortocircuito tra lucidi deliri verbali («Mi sento molteplice e difficile, come i casi nella terza declinazione / Inseriti in frasi che parlano della nostra situazione») e oscure basi elettroniche; un progetto terroristico votato alla destrutturazione dei generi («Non appartengo ad un ambito / Basato su di una iconografia/audiografia che non sento mia / Dove vengono sistematicamente condannate le mie cause e le mie scelte»; o ancora: «Noi siamo alternativi, anzi, alterativi, anzi, alternati come la corrente, anzi, trasversali»); un rimedio da assumere come forma di autodifesa contro le menzogne che agiscono insinuandosi nelle pieghe del linguaggio, nei presupposti taciti delle abitudini retoriche, che il duo in questione, composto da Matteo “Napo” Palma (agli straripanti testi) e Riccardo “Rico” Gamondi (ai miasmi rumoristici), manomette con  instancabile metodica.


  • DONO Post VSUn vecchio e una ragazza (una ritardata, una santa, una puttana?); Caulonia e il tempo che pare essersi arenato come una nave lungo una spiaggia; poi un dono, inatteso come un miracolo, e dalla cromatura come quella del cielo.

     

     

     


  • IL_FIUME_A_RITROSO_jolandaL’acqua scorre trasportando con sé altre immagini, come quelle dei versi della poesia In quale bosco di Pierluigi Cappello: «Dove hai incontrato/te stesso in chissà quale bosco dei miei occhi/quando ti sei voltato e mi hai detto, Dio, quanto sole/così lontano, diverso, quanto ad uno ad uno i giorni/stringono il cuore e separano». Dove le parole: bosco, occhi, giorni, cuore, si seguono e si inseguono, nel loro incontrarsi, stringersi, separarsi. Proprio come le immagini del cinema di Mauro Santini, e del suo ultimo film Il fiume, a ritroso, che si incontrano, si stringono, intrecciandosi, e si allontanano, separandosi, perdendosi, per poi ritrovarsi, ancora, nel sapore delicato dei gesti e degli sguardi che si ripetono nel tempo che ci attraversa.


  • innocence2Un collegio femminile, un parco recintato e lo sviluppo di tre ragazzine in bilico tra giochi d’infanzia e l’opportunità di diventare adulte. Il mistero dell’innocenza e il desiderio di perderla.





  • altQuesto è il luogo delle mute cose

    Sabato 26 aprile 1986. L'umano comincia alla fine di una settimana di fatica, con un’esplosione e una nube che arriva dal cielo, fumi tossici e tinte fosche a sgomentare l'infanzia. Chernobyl più che il nome di un luogo fisico, è la definizione della minaccia aerea, un terrore impalpabile che si insidia nella pelle e modifica il respiro. È l’ombra nera che arriva di notte per portare via dai sogni, un voto alla terrestrità, la fuga furibonda e la perdita improvvisa di un celeste fondamento.


  • alt«Pareva di muovere in un mondo di fantasmi / E di sentir me stesso l'ombra di un sogno» (Alfred Tennyson)







  • Ixjana[Presentato nella sezione "Bright Future" dell'International Film Festival di Rotterdam]

    Lo scrittore esordiente Marek viene accolto nella villa di un importante, quanto eccentrico, editore, che lo riceve durante una festa in costume, vestito da re con tanto di corona ed ermellino. Gli comunica che pubblicherà il suo romanzo e Marek festeggia dandosi alla pazza gioia in quel baccanale stravagante alla Eyes Wide Shut, ubriacandosi e dimenticando ogni cosa. Ma il suo migliore amico Arthur è rinvenuto cadavere in quello stesso party e Marek è tormentato dal cercare di ricordare cosa sia successo anche con l'atroce dubbio di un suo eventuale ruolo in quell'omicidio.

  • dolan«Più tardi si vedono le cose in modo più pratico, pienamente conforme con il resto della società, ma l'adolescenza è il solo tempo in cui si sia imparato qualcosa». Avrà modo di capirlo Hubert, 16 anni tormentati dall’odio, vissuto come una vera e propria dannazione. Perché principio e fine di ambascia e rancore è la propria madre, per lui una pericolosa  antitesi nociva.


  • 4Jack goes boating
    . Jack va in barca. Non come Robert Louis Stevenson, lo scozzese malaticcio che girava il mondo da un sanatorio all’altro facendo leva sulla sua malattia – sfruttandola – per placare la sete di corsa e di vita, tanto da arrivare nel 1880 a biasimare profondamente gli inglesi per il disprezzo che provavano per le storie avventurose; no, piuttosto come Jerome K. Jerome, altro figlio della Britannia – e non è un caso: l’Impero Britannico non si reggeva forse sulla trinità albionica composta dalla regina Vittoria, il golden standard e la Royal Navy? –, precursore di uno dei massimi paradigmi della società moderna, il tempo libero e il viaggio turistico, le zone d’ombra illuminate dalla sottile e indolente ironia diTre uomini in barca.


  • James White (Christopher Abbott) è una vita sospesa. Quella di suo padre, figura che ha conosciuto poco, è appena finita, mentre quella di sua madre (Cynthia Nixon) è sempre più corrosa da un tumore che si estende, la nega e la trasforma. James White è il nome di questo film; e il tempo che passa. I nomi dei mesi che si succedono sono i capitoli di uno svolgimento apparentemente piano, una identità che non è riuscita mai a definirsi, le pagine vuote di un diario inconscio, di ciò che non si riesce a dire, a fare, a mutare, di fughe da se stessi fino poi a trovare nel dolore più profondo, nella perdita più grande, la violenza della verità.


  • alt«Sei un uomo? Io credo di sì». Jauja di Lisandro Alonso è la ricerca che parte da questa domanda, come ritaglio di forme che cercando, si perdono nel paesaggio «Dove stai andando? È lontano?» la risposta non può che essere non lo so, per la natura stessa della ricerca, così come il credo di sì non può che essere dubitante, sfumato nel paesaggio stesso, materia priva di sostanza, eterea, onirica.

  • altCos'è Simone Weil? Comprenderne l'essenza non è un comprenderne lo spazio interiore, è arrivare ad una possibilità di “cosificare” il soggetto. Capire chi è Simone non è sufficiente, bisogna arrivare a capire cos'è. È la ripetitività del ritmo: gli attimi di silenzio tra i singoli rumori che si alternano.






  • Jean-GentilIl professore haitiano Jean Remy Genty cerca un lavoro da contabile a Santo Domingo. Passa da un ufficio all’altro lasciando curricula, ma nessuno è disposto ad assumerlo. In città non c’è lavoro e viene oltretutto sfrattato dalla sua misera abitazione. Con una borsa di plastica in mano, decide di affrontare un lungo, solitario e disperato viaggio all’interno della foresta tropicale. Fino a perdersi in mezzo alla natura incontaminata, isolato da tutto il mondo e solo in comunione con Dio e con la spiritualità dell’isola.


  • Il quindicenne Gary cerca di affrancarsi da un padre violento e alcolizzato, capace di compiere qualsiasi mostruosità. Trova aiuto e protezione in Joe, un uomo duro, solitario e devoto al suo lavoro. La loro è una lotta per la sopravvivenza nell'ostile terra del Texas.







  • alt«Possa venire il giorno (e forse verrà presto) in cui fuggirò nei boschi di qualche isola dell’Oceania, a vivere d’estasi, di calma e d’arte, circondato da una nuova famiglia, lontano dalla lotta europea per il denaro. Lì a Tahiti potrò ascoltare, nel silenzio delle belle notti tropicali, la dolce musica sussurrante degli slanci del mio cuore in amorosa armonia con gli esseri misteriosi che mi saranno attorno. Finalmente libero, senza preoccupazioni di denaro, potrò amare, cantare e morire» (Paul Gauguin)1



  • Abbiamo un protagonista di cui non sapremo mai molto, un giovane uomo che ha perso i nomi dei luoghi, le mappe e le bussole d’ordinanza. Che ha desideri ma non li sa nominare. È però anche un uomo del suo tempo, in contatto con le tecnologie del suo tempo, e attraverso queste intuisce la possibilità inebriante di una deriva, proprio come la intendeva Guy Debord: un viaggio non pianificato per liberarsi dalla routine quotidiana, lasciandosi trascinare dalle attrattive del paesaggio e dagli incontri che questo suggerisce. Ma colui che va alla deriva non è un flâneur che sa dove andare e cosa pensare; è piuttosto uno che si getta in pasto al proprio disorientamento emotivo per riscoprire uno spazio che non conosce e che non comprende. Così Pierre si lascia alle spalle compagno, appuntamenti e Parigi, e parte affidandosi ad un navigatore speciale – Grindr, applicazione per incontri omosessuali che mappa corpi e desideri geo-localizzando gli utenti.
    Eppure lo spirito ludico della partenza è frustrato già al primo tentativo d’incontro: Pierre non comprende le indicazioni stradali offerte dal potenziale amante e così si perde. È da questo primo rendez-vous mancato che il disegno sottile di Jours de France si manifesta implacabile: la spinta erotica di Pierre deve necessariamente sovrapporsi ad un impulso di riscoperta del Territorio.


  • kaboomSmith vive nel campus universitario. Passa le giornate con Stella, la sua migliore amica, intrattiene una relazione sessuale con London e sogna di andare a letto con Thor, il biondo surfista con cui condivide la stanza. Una notte, sotto l'effetto di biscotti allucinogeni, Smith si convince di aver assistito all'assassinio della splendida ragazza con i capelli rossi che popola i suoi sogni. Cercando di ricostruire la realtà dei fatti, il ragazzo e i suoi amici finiscono per trovarsi coinvolti in un mistero che sta per cambiare per sempre non solo le loro vite ma le sorti di tutta l'umanità.


  • KARBEYAZ 001Hasan percorre chilometri di strada innevata per vendere Ayran, per sfamare i suoi fratelli. Altre vite gli fanno da spalla: la madre, un forestiero, un uomo che soffre di mal d’amore, un padre che non c’è e uno scenario bianco come la neve.



  • kinettaUn uomo registra degli ordini su un mangianastri; una ragazza, sola in una stanza, li esegue per esercitarsi; i due poi mimano la scena dell'omicidio descritta sul nastro dinanzi a un cineoperatore, che li riprende con la sua "kinetta". 





  • kisekiDei bambini partono alla ricerca del punto più alto da cui guardare l’incrocio dei treni a una velocità che realizza miracoli.






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