www.uzak.it - ISSN 2039-800X
Periodico online di cultura cinematografica
Diretto da Luigi Abiusi
anno XVII | Uzak 52/53 | primavera/estate 2026

risultati per tag: Cose mai viste


  • Alberi è una cineistallazione di Michelangelo Frammartino, proposta, dopo la presentazione al MOMA PS 1 di New York, in anteprima italiana all’edizione 2013 del Filmmaker Festival all’interno del cinema Manzoni, storica sala milanese, chiusa dal 2006, riaperta per l’occasione. Alberi «è un lavoro che riflette sulla natura delle immagini e che interroga lo spettatore sulla pratica della visione».


  • alienationUn uomo è alla guida di una macchina d'epoca e sta per attraversare il confine. È un greco di oltre cinquan'anni. È diretto in Bulgaria, per comprare un bambino. Per poter contrabbandare il neonato, Jorgos ha allestito nel bagagliaio dell'auto uno scomparto segreto mascherato da serbatoio di gas. Il bambino non è ancora nato: il greco lo aspetta in una casa isolata di montagna insieme alla madre, suo fratello sordomuto e l'ostetrica. La nascita avviene durante una notte di tempesta.
    [dal sito delle Giornate degli autori]

  • Il freddo e solitario pianista Zetterstrøm, divenuto famoso e tornato nella natia Copenhagen per un concerto di gala, si ritrova a ripercorrere il proprio passato, che aveva dimenticato, entrando in contatto con una “Zona” dagli strani poteri (nel mezzo della città) e un emissario che lo induce a ricordare. L'origine di questa amnesia e del suo ostinato esilio è Andrea, donna affascinante che egli un tempo aveva amato.

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    Cominciamo dalla fine. La didascalia conclusiva che compare nei titoli di coda di Alleluiaci informa che quello che abbiamo visto è «Liberamente ispirato alla storia vera di Martha Beck e Raymond Fernandez» celebrati dalle pagine di cronaca nera come i “killers della luna di miele” o “gli assassini dei cuori solitari”: «due amanti – come li racconta Márquez negli Scritti costieri – che forse, durante il fidanzamento, non sfogliavano nostalgiche margherite come i protagonisti dei romanzi romantici, ma scaricavano un mitra contro le pareti di casa ripetendo il classico ritornello: “M'ama, non m'ama...”» (Márquez 1998).


  • Alps_5_Lanthimos_bodyQuattro attori creano un’agenzia,Alpeis, con la quale si offrono come avatar (nel senso proprio di reincarnazioni in forma diversa) di persone morte, vengono ingaggiati da tutti coloro che non riescono a superare un lutto e insieme ai loro clienti ricostruiscono scene di vita passata. Dall'assenza dei corpi originari emerge l'essenza irreale del sistema delle immagini capitalistico.  


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    Così immediate le rovine
    Da assomigliare alla certezza dell’amore.

    (Vladimir Holan)






  • altNon c’è dubbio che il cinema di Francesco Dongiovanni sia tutto concentrato nella riflessione abissale sul tempo e non c’è dubbio che questa riflessione, travalicando se stessa, investa gli spazi di una memoria sconosciuta per lasciarli riemergere come microcosmi residuali di un’interiorità misteriosa.


  • altAntiporno, nuovo gioiellino meta riflessivo di Sion Sono appena passato al trentaquattresimo Torino Film Festival, ha molti dei tratti più riconoscibili di questa sorta di unicum che è il segno autoriale di Sono. Anche in questo caso le protagoniste sono giovanissime, poco più che adolescenti e il fatto che Kyoko sia una scrittrice di fama richiama tanto la professione del marito di Izumi in Guilty of Romance che la Taeko di Strange Circus del 2005 il cui romanzo finge da cornice a tutta la storia.


  • altNel segno di membra implose, di prigioni della carne, si apre lo schermo di Antonia su L'ombre di Rodin ed è subito specchio, epifania, dialogo impossibile fra due anime già rassegnate all'immobilità, alla tragedia. La statua e Antonia Pozzi, fanciulla in fiore colta nelle tormente adolescenziali, nell'apparente semplicità dei suoi sedici anni: famiglia, risate argentine con le compagne di scuola, studio “matto e disperatissimo”, bagliori d'amore, nelle segrete del suo animo dove accarezza desideri, afflati, sogni di culla e nell'austerità sconfinata della pagina bianca che affida una voce, con afflato quasi religioso, al suo pensiero.

  • altTrevor è un giovane stand-up comedian senza arte né parte. Di notte si esibisce con scarso successo nei locali della sua città, di giorno sfoga la sua rabbia e la sua frustrazione ascoltando musica a tutto volume e appiccando piccoli incendi dove gli capita.



  • altSembra quasi di non vederla Arianna mentre vaga per le strade di un’isola lontana, assente nella mappatura geografica del mondo. Sembra quasi il fantasma (e lo è) di un mito che rievoca il suo nome - Arianna -, anima perduta in una ferita che torna continuamente a sanguinare.


  • Nel 2015 la BBC ha lanciato una serie di documentari intitolata BBC Four Goes Nuclear e dedicata al settantesimo anniversario della tragedia nucleare di Hiroshima. Il tempo in cui le materie radioattive perdono progressivamente la loro radioattività, cioè il tempo necessario affinché il 50% degli atomi si sia disintegrato nel caso dell’uranio-235 è di 710 milioni di anni.


  • attenberg_1Marina ha 23 anni e insieme alla sua amica Bella decide di avvicinarsi al genere umano (come in quei documentari sugli animali di David Attenbourgh) e in particolare al sesso fino ad allora tenuto a distanza con l'aiuto della sua amica/rivale Bella. Intanto assisterà alla lenta morte di suo padre, Spyros ( malato terminale) in una Grecia uggiosa e decadente.

  • alt«Uno dei più grandi misteri è il motivo che induce migliaia di persone a passare i loro fine settimana estivi in ex campi di concentramento guardando forni in un crematorio» (Loznitsa). Sintomo di un imperialismo che è guerra spirituale, il turista, privo di una reale consistenza corporea, è un fantasma ossessionato da rovine, in cerca di cultura, di spettacoli di una cultura: non è davvero lì, si muove attraverso astrazioni, defunte iconografie, raccogliendo immagini anziché esperienze, e la vacanza non è che una nuova miseria sulla miseria altrui (cfr. Bay).


  • «Avendo dimostrato che tutti sono filosofi, sia pure a modo loro, inconsapevolmente, perché anche solo nella minima manifestazione di una qualsiasi attività intellettuale, il “linguaggio”, è contenuta una determinata concezione del mondo, si passa al secondo momento, al momento della critica e della consapevolezza, cioè della quistione: è preferibile “pensare” senza averne consapevolezza critica, in modo disgregato e occasionale, cioè “partecipare” a una concezione del mondo “imposta” meccanicamente dall’ambiente esterno, e cioè da uno dei tanti gruppi sociali nei quali ognuno è automaticamente coinvolto fin dalla sua entrata nel mondo cosciente [...] o è preferibile elaborare la propria concezione del mondo consapevolmente e criticamente e quindi, in connessione con tale lavorio del proprio cervello, scegliere la propria sfera di attività, partecipare attivamente alla produzione della storia del mondo, essere guida di se stessi e non già accettare passivamente e supinamente dall’esterno l’impronta alla propria personalità?» (A. Gramsci 1975, pp. 1375-1376).


  • bagheadtopChad, Matt, Michelle e Catherine sono quattro aspiranti attori che decidono di passare un weekend in uno chalet di montagna per scrivere la sceneggiatura di un film di cui saranno anche i protagonisti. Le idee però scarseggiano e i ragazzi sono presi più dalle loro vicende sentimentali che dalla stesura del copione. Fino a quando Michelle non fa uno strano sogno: un uomo con la testa coperta da un sacchetto di carta. Matt convince allora gli amici a prendere ispirazione da questo episodio per farne il soggetto del film. Ma un vero killer con la testa nascosta in una busta, che si aggira nei dintorni, li spaventerà a tal punto da costringerli, prima a barricarsi in casa, e poi a una disperata fuga nel bosco…


  • alt«Il Purgatorio è un transito. Un passare. Uno sconfinare. E Napoli – come ci ricorda Enzo Moscato – è sempre stata una città di profondi sconfini. Non soltanto architettonici [...]. Si potrebbe dire che Napoli è un’espressione, non tanto metaforica, ma proprio fisica, concreta, della purgatorialità».


  • Strofa, ritornello strofa, ritornello, strofa ritornello, strofa ritornello. Quattro ripetizioni e un finale dissonante e sorprendente come in un pezzo dei Sonic Youth degli anni ruggenti. Beautiful things è una canzone punk noise. Sul petrolio. Una sonata sbieca e lisergica. La struttura è quella di tutte le canzoni. Ogni strofa una storia, la testimonianza in prima persona di una vita di fantasma, uomini senza volto che dietro e intorno al petrolio ci vivono, ci lavorano e ci muoiono. Van, Danilo, Andrea e Vito, la chanson delle loro esistenze laterali, racconta per intero il viaggio immane dell'oro nero. Dall'estrazione alla diffusione capillare dei prodotti derivati, passando per il trasporto su navi cargo lunghe quanto l'Empire State Building e per terminare in ciclopiche strutture per lo smaltimento del disavanzo, le deiezioni del organismo mercato, la distruzione di quei rifiuti che sono la più cospicua produzione del sistema bulimico dei nostri consumi.


  • below-sea-levelIn una base militare dismessa, con un poligono di tiro ancora in funzione, a 190 miglia da Los Angeles e 120 piedi sotto il livello del mare, c'è una comunità che vive senza poliziotti, pompieri, governo, elettricità, acqua...
    [didascalia iniziale del film]





  • bes_vakit_immTerre meravigliose venute fuori dal movimento millenario della Terra, raccoltesi in guglie e torri di roccia, tengono in seno un piccolo villaggio dai sentieri pietrosi, palpitanti, custodi di storie, speranze, amori e rancori di tre piccoli ragazzi e delle loro famiglie.



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