www.uzak.it - ISSN 2039-800X
Periodico online di cultura cinematografica
Diretto da Luigi Abiusi
anno XVII | Uzak 52/53 | primavera/estate 2026

risultati per tag: Cose mai viste


  • eyes_wide_open--400x300Storia d’amore omosessuale, ambientata a Gerusalemme, tra due ebrei ultra-ortodossi. Uno dei due è però sposato e padre di quattro figli, nonché membro rispettato della comunità religiosa, che si opporrà al loro rapporto.





  • altNon è tanto per contarsi – forse meglio sarebbe dire contemplarsi – in quanto italiani se, contravvenendo al fastidio avverso a ogni forma di patriottismo festivaliero, provo a proporre una prospettiva italiana dall'ormai lungo ritorno da Cannes 69. Il fatto è che, lontano dai riflettori della competizione, il cinema italiano che ha praticato la Croisette quest'anno sembra offrire, nel bene e nel male, un quadro un po' insolito rispetto ai turgori autoriali che, sempre nel bene e nel male, ci accompagnano al Festival. Cannes 69 è stato per gli italiani il festival delle incertezze, delle deviazioni dalle calligrafie autoriali che pure amiamo. Tutto ha viaggiato su una proficua fragilità, su una disfunzionalità che coinvolgeva prassi filmiche, definizioni caratteriali, linee narrative, osservazioni e contemplazioni.

  • farval_falkenberg

    Cinque amici nel loro piccolo paese sul mare. Un passato che li unisce ma un’infanzia che ritorna ostinatamente e di cui non si vuole fare a meno. L’impossibilità di andare avanti e crescere. Sogni e prerogative: tutto resta sospeso per le strade di Falkenberg.

     

     


  • socialism2Il titolo didascalico (Film Socialisme) funge già da sinossi, come il prenome del suo regista è meglio reso nella contrazione (JLG) di un impronunciabile esistenza. La costruzione di una sinfonia in tre momenti riporta rispettivamente tre diversi punti di vista, magnificando la funzione straniante e straordinaria del cinema che consente di vedere con i propri occhi la visione di un altro, negando la visione: il mondo visto dal ponte luccicante da una nave da crociera, un’arca fantasma che conserva un campione di varia umanità; lo sguardo dei figli proiettati nel fuori campo di un futuro che non si dà; la tragedia greca che si ripete e si intreccia alle leggende rivoluzionarie della modernità. Il trailer riassume in 4m e 29s la sintesi di 1h e 45m di Storia della specie. Svanita l’immagine nel buco nero dello schermo, comincia l’azione (come da Principio).


  • «Questa mattina dunque vengo accanto al tuo cuscino, vengo a tirarti i capelli e assisto in estasi ai primi segni di vita del tuo risveglio. Mi siedo su una seggiola rosa, la testa appoggiata ai piedi del tuo letto, e ti contemplo con lo stupore che mi assale ogni volta che ti vedo…(Giro in fretta la testa perché mi accorgo che sto per piangere di tenerezza)» (Balthus, pag. 24).

  • «Una nuova mitologia si presenta
    proprio nelle propaggini mature della modernità […].
    Il mezzo che richiama alla ribalta nuovi mitologemi
    di una società ormai avviata verso il suo divenire-massa […]
    è il cinema».
    (Karl Marx, Per la critica dell’economia politica)


  • FIVE-DAY_SHELTER2Periferia irlandese: nel corso di cinque giornate alcune persone si sfiorano incrociando i rispettivi destini. Un umanità allo sbando sopravvive in uno stato di quieta disperazione, tra l’indifferenza e la desolazione di un paesaggio degradato. “Animali” cinici, aggressivi, ma anche maltrattati e uccisi come sono realmente i cani e i gatti che accompagnano la lenta agonia delle loro squallide vite.


  • FLOR_1«Alzai gli occhi e vidi…» Dove non siamo stati. Lo sguardo scivola lentamente tra le ante socchiuse di un balcone. Una veduta. Spiraglio di aria e di luce. E si posa sui riflessi azzurri delle acque del mare, su cui, un attimo dopo, si prende a scorrere, cullati dalle onde che ripetono la loro nenia urtando contro lo scafo della nave.


  • alt«A metà percorso tra West Egg e New York l’autostrada raggiunge bruscamente la ferrovia e la costeggia per quasi mezzo chilometro come per evitare una zona desolata. È la valle delle ceneri: una tenuta fantastica dove le ceneri crescono come il frumento, creando alture e colline e giardini grotteschi; dove la cenere assume la forma di case coi camini e il fumo che ne esce, e infine, con uno sforzo di fantasia, di uomini grigio-cenere che si spostano confusamente e già in via di disfacimento nell’aria polverosa. Di quanto in quando una fila di carri ferroviari grigi arriva strisciando su una rotaia invisibile, emette uno scricchiolio spettrale e si ferma; e subito gli uomini grigio-cenere sciamano con le vanghe di piombo, e sollevano una nube impenetrabile che nasconde le loro operazioni misteriose» (Il grande Gatsby, Francis Scott Fitzgerald)

  • Michele Sardone

    forestUn aspirante suicida abbandona il proprio cane, unico suo amico, ad una esterefatta sconosciuta; due ragazzi parlano di un ospite misterioso; un padre non si capacita della pubertà della figlia; un uomo piange il suicidio dell’unico amico, senza trovare conforto nella sua compagna; una donna racconta uno scabroso ricordo della sua adolescenza; due ragazze si mettono alla ricerca di un misterioso amico perso nella foresta... e nel mezzo del fluire di queste storie, la leggendaria apparizione del gigantesco pesce gatto.


  • alt«Il y a le stable et l’instable, l’immobilité et le changement» (Eric Rohmer)




     


     

  • E cielo e terra si mostrò qual era:

    la terra ansante, livida, in sussulto;
    il cielo ingombro, tragico, disfatto:
    bianca bianca nel tacito tumulto      
    una casa apparì sparì d'un tratto;
    come un occhio, che,largo,esterrefatto,
    s'aprì si chiuse, nella notte nera.
    (Giovanni Pascoli, Il Lampo)

    «Sta lontano da tutto o il fulmine ti colpirà»

  • fragil

    «Terrore di amarti in un posto così fragile come il mondo
    pena di amarti in questo luogo di imperfezione
    dove tutto ci spezza e ammutolisce
    dove tutto ci mente e ci separa».

    Sophia Mello Breyner Andresen


     

  • altL’espressione di un volto o le pieghe del deserto hanno in comune – nel film di Bartas – la stessa frequenza cardiaca interna. Dune dalle crepe del vento dove ogni spostamento d’aria produce uno scardinamento maggiore degli spazi, degli angoli degli occhi allargati e allagati ma ancora così claustrofobici.



  • Non sarà certo la parola, laicamente intesa, né tantomeno il Verbo a salvarci, se lo si chiede a Sharunas Bartas. Quand’essa infrange il silenzio – cosa che avviene a maggior frequenza da Seven Invisible Man (2005) in poi, rispetto ai suoi lavori degli anni Novanta – non è mai per risolvere, sgrovigliare, dirimere, ma, al massimo, per fabulare, tamponare i fiotti amari dell’impotenza, continuare a sorreggere l’impalcatura incerta dell’esistenza.


  • ndIncroci, rimandi, omaggi: Hong Sang-soo sfiora i confini di un luogo per entrare in un altro tempo, si colloca in mezzo a quel cinema francese che è stato, tra gli altri, di Rhomer e che svela dei personaggi succubi di un inganno, di una trasparenza opaca della vita, di un desiderio inconscio e che è un conflitto interiore e morale.


  • Gli uomini di questa città io non li conosco: eppure Scaldati, come Maresco, sembra conoscere benissimo gli uomini, che siano o meno di una determinata città, regione o nazione. Nel dire di non conoscerli si riflette piuttosto una dichiarazione di distanza, voluta e al tempo stesso subita, che una minoranza pone nei confronti della maggioranza.


  • Nella periferia di Taipei, al Fu-Ho, un cinema prossimo alla definitiva chiusura, si proietta, in una notte di pioggia sferzante, un wuxiapiandel 1967, dal titolo Dragon Inn. Tra gli angusti corridoi, i sottoscala, i magazzini, i bagni di questo fatiscente edificio, si muoverà un corteo di spettri, un’erranza di fantasmi, un vagare di sonnambuli come mossi dai ricordi puri del sogno e del contatto umano.


  • Guilty-of-Romance-testoLa gente va nei love hotel per fare sesso. Ci sono persino dei distretti riservati ai love hotel. Negli Anni ’90 molte prostitute lavoravano nelle strade di Maruyama-cho, un distretto ricco di questi alberghi. E qui, avvenne un mistero, alla vigilia del ventunesimo secolo.

    [Dalla didascalia posta in apertura al film]

  • hadewijch-1

    Una novizia viene ricacciata nel mondo dalla madre superiora a causa del suo eccessivo struggimento per la mancanza di Dio. Attraverso l’esperienza esteriore, l’incontro con attivisti musulmani e la ricerca estenuata dell’invisibile potrà tornare al monastero e a nuova vita.



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