www.uzak.it - ISSN 2039-800X
Periodico online di cultura cinematografica
Diretto da Luigi Abiusi
anno XVII | Uzak 52/53 | primavera/estate 2026

risultati per tag: Cose mai viste

  • alt

    Al loro spirito che aleggia, ad arte.

    Cosa urge? È la domanda che tormenta «tutti quelli che si chiedono».
    Cosa è Urge? Teatro, cinema o la domanda stessa che azzera il verbo per eccellenza.
    Urge l’impossibilità di dire e di rappresentare uno qualsiasi tra i sensi se contemporaneamente accade di annegare e di asfissiare nei barconi o nel recinto che definisce la pericolosità di un essere. L’essere umano immerso in questa vastità c’entra quanto tutto il resto, che sia sogno o reale/leale, il suo voto è una para opinione (un letterale paradosso), la possibilità di una conoscenza alternativa. Scrivere di questa urgenza indicibile equivale ad assumersi il rischio della caricatura, perché la narrazione smagliata di Bergonzoni e la prospettiva multipla di Rodolfi si negano ostinatamente ad ogni interpretazione.


  • «This movie should be played loud».

    L’esergo che apre The Driller Killer di Abel Ferrara potrebbe tranquillamente stare in apertura di questo Damned Summer senza disattendere le aspettative implicite nel motto. Se però il film di Ferrara si presentava da subito in tutta la sua forza importante, quello di Pedro Cabereira si innesca con lentezza, secondo una studiata progressione.


  • L’immagine come struttura potenziale, l’immagine come scorcio di un tempo nel paesaggio dell’immagine, l’immagine come una riviviscenza di un punto nel tempo che ritorna e che è sempre un altro, pieno del Senso e delle cose. Viaggio a Montevideo rappresenta una lontananza che, come tale, non è mai raggiunta, è un viaggio che ammette la partenza, il ritorno mentre «il tempo  è scorso, si è addensato, è scorso» (Campana 2003, 49). Il titolo del film di Giovanni Cioni – presentato nella sezione Satellite alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro 2017 – recupera tutta la cosmogonia poetica di Dino Campana il cui movimento squama il paesaggio su cui l’occhio si posa per aprire un varco, «un ponte di passaggio» che anticipa la visione.


  • Visage_2009_01L’attore feticcio di Tsai Ming Liang, Lee Kang-sheng, è diventato maturo per interpretare il ruolo del regista: all’interno del Louvre deve infatti girare un film sul mito di Salomè. Il cinema che ripensa se stesso, attraverso i fotogrammi di una memoria riflessa in una composizione magrittiana di specchi, riassume l’intenzione metacinematografica e mai risolta della visibilità di una superficie attraverso l’eccesso e la ridondanza (dalla scelta di attori famosi, ai costumi barocchi, dalle parti musicate a quelle più esplicitamente teatrali) che tolgono l’aria allo spazio, impedendo che la scena riflessa (ricordata) possa finire.


  • wendy_and_lucyWendy è una ragazza in viaggio nel cuore degli Stati Uniti, diretta in Alaska. Possiede solo un'auto e un cane (Lucy), e un piccolo gruzzolo che le serve per portare a termine il viaggio. Ma, giunta in una cittadina dell'Oregon, sorgono dei problemi: la resistenza della ragazza viene messa a dura prova, finchè non giunge un aiuto inaspettato.

  • white_materialIn un paese dell’Africa centrale, l’esercito regolare si appresta a ristabilire l’ordine in seguito alla rivolta popolare capeggiata da un ufficiale ribelle, soprannominato “le boxeur” (il pugile). Tutti i cittadini occidentali fuggono via, allarmati dal pericolo di un’imminente guerra civile.La francese Maria Vial, la cui famiglia possiede una coltivazione di caffè da tre generazioni, non ascolta le raccomandazioni del governo locale e decide invece di restare. Non ha intenzione di rinunciare al raccolto della stagione.


  • Wuthering_HeightsWuthering  Heightsè una folata di vento: è il ricordo che decolla a pieni polmoni e dai rami sbatte contro il vetro di una finestra. Bussa forte finchè Heatcliff non lo lascia entrare, mentre sbatte la testa contro la parete, riempiendo la superficie di tutti i sensi, di una materia sospesa, pulviscoli o immagini di un’infanzia e di una terra mai dimenticata: dissolvenza.


  • zarteManu e Jakob sono due giovani fidanzati, disoccupati e senza fissa dimora, che vivono in una tenda da campeggio nel bosco. Ogni giorno, per tirare avanti, accudiscono le persone in difficoltà e danno loro servizi in cambio dei pasti. La ragazza fa da badante ad un’anziana donna (la signora Katz), mentre il ragazzo entra a far parte di una famiglia che ha da poco subito la perdita del proprio figlio a seguito di un incidente. Jakob finisce per affezionarsi alla coppia (Martin e Claudia) a tal punto da non volersene più andare. Da quel momento i rapporti fra i due iniziano ad incrinarsi. Fino a quando Manu non lo convince a fuggire, e a riprendere così la loro vita da nomadi.


  • alt«E il Signore Dio disse:
    “Non è bene che l’uomo sia solo:
    voglio fargli un aiuto che gli corrisponda”»
    (Gen. 2, 18)

    Lee Kang-sheng / Denis Lavant: iridescenti dioscuri protagonisti di percorsi cinematografici che ne hanno fatto incarnazioni fantasmatiche di quella che Bauman, ad esempio, definisce società dell’incertezza, o modernità liquida. Figure proteiformi che superano la logica dell’identità nel senso di una moltiplicazione dei processi di identificazione; chiamati a rappresentare «il mondo attorno […] tagliuzzato in frammenti scarsamente coordinati – abitato da -  vite […] frammentate in una serie di episodi mal collegati fra loro» (Bauman 2003, p.4).

Archivio

Teniamoci in contatto