www.uzak.it - ISSN 2039-800X
Periodico online di cultura cinematografica
Diretto da Luigi Abiusi
anno XVII | Uzak 52/53 | primavera/estate 2026

risultati per tag: Cose mai viste


  • altParigi, un piccolo appartamento, un uomo e una donna.

    «Nella bocca che vuole da
    un’altra bocca
    il miele che nessuna estate può
    maturare […]
    Nell’angoscia dei corpi
    che non si trovano
    Urta, tardi.»

    (Yves Bonnefoy)


  • pequenoNell’area del Riobamba, sulle Ande ecuadoregne, un cane e un cavallo sono gli “attori” unici di un’opera lirica sull’amore.






  • «Mai dimenticarsi. Con le piccole dimenticanze si è rovinata tutta una vita.
    Dimenticare è una tragedia. Per una rosa»
    (Per una rosa, Marco Bellocchio)




     


  • Phil-Spector 1L’avvocato Linda Kenney Baden rappresenta la difesa nel processo di condanna per la morte Lana Clarkson. Il suo cliente, incriminato in seguito alla telefonata del proprio autista che lo ritiene responsabile dell’uccisione della ragazza, è Phil Spector, tra i più importanti produttori discografici statunitensi.

     

  • poly

    Il 6 dicembre 1989 un ragazzo si introduce nell’École Polytechnique di Montreal. È armato e deciso ad uccidere il maggior numero di ragazze possibile. È mosso da una rabbiosa misoginia. Tra i coinvolti di questa insana mattanza ci sono Valérie, ferita ma sopravvisuta al massacro, e Jean-François, compagno di corso della ragazza, che, invece di assecondare l’istinto di fuga dettato dalla gravità delle circostanze, rimane nel tentativo di prestare primo soccorso alle vittime. La ricostruzione del delitto si serve del punto di vista di tre personaggi.


  • pontypool-locals1Grant Mazzy è uno speaker radiofonico. Durante un collegamento in diretta, l’inviato Ken Loney con voce tremate racconta fatti di cannibalismo che si stanno verificando per le strade di Pontypool. Visioni orrorifiche che rimandano a memoriaLa guerra dei mondidi Wells. Qui però non si è di fronte ad una sadica provocazione, ma ad un virus sconosciuto, che si propaga attraverso un inedito canale di contagio, la parola parlata.


  • quartier-lointain-24-11-2010-5-gThomas Verniaz è un disegnatore di fumetti francese senza più ispirazione e con una famiglia che sente lontana. Un treno sbagliato lo porta nel suo paese natale dopo 25 anni di assenza. Colto da malore, sulla tomba della madre, si ritrova nel luglio del 1967 nel suo corpo di quattordicenne. Tenterà di cambiare il passato, impedendo al proprio padre di abbandonare un giorno moglie e figli.


  • alt«E poiché a causa della pienezza del mondo tutto è connesso, e ciascun corpo agisce su ciascun altro corpo, piú o meno a seconda della distanza, e per reazione ne viene modificato: ne deriva di conseguenza che ogni monade è uno specchio vivente che si rappresenta l'Universo secondo il proprio punto di vista».
    (Leibniz)


  • Durante gli anni della guerra in Corea, gli ufficiali della RAF Bill e Percy rimangono in patria nel campo d'addestramento per formare le nuove reclute. Tra soprusi e minacce dei propri superiori, impareranno quanto può essere dura la vita militare anche senza stare in trincea.



     


  • altDi passaggio da Milano, per la promozione italiana di Le mille e una notte distribuito in sala da Milano Film Network, siamo riusciti a incontrare Miguel Gomes. Del film, di cui già abbiamo detto in forma di frammentoe pensieroin occasione dell'anteprima allo scorso festival di Cannes, torneremo a parlare, diffusamente, sul prossimo numero della rivista. Intanto, qui di seguito, l'intervista, da cui comunque partiranno le prossime letture che vi proporremo.


  • Rafael e sua sorella aspettano a casa una madre che probabilmente non tornerà più. È un mondo orfano quello narrato dal portoghese João Salaviza, saturo di chiaroscuri (come la fotografia, in questo caso di Tjasa Kalkan) e di zone franche da battere. Figure familiari del tutto assenti o separate dai figli dalle sbarre di un carcere (vedi il padre immigrato di Cerro negro), bambini e adolescenti in balìa di se stessi e di un destino più grande di loro, perché i genitori - purtroppo - non si scelgono.


  • Verso la fine di Rat Film ci ritroviamo nel bel mezzo di un paesaggio ricostruito rozzamente al computer, in 3D. La ricostruzione virtuale non è un granché, permette anche di oltrepassare i muri e, se assumiamo un particolare punto di vista, il suolo scompare e si spalanca un abisso stellato: c’è forse questo in fondo a un’immagine?


  • red_stateTre compagni di scuola scovano un annuncio online di una 38enne in cerca di sesso facile. Insieme vanno da lei, ma in realtà si tratta di un’esca per catturare ragazzi colpevoli di lussuria, da punire sull’altare di una setta ultrareligiosa e conservatrice…




  • Nell'eterna ricerca della bellezza, risuonano le parole pronunciate da Renoir, nel film, immerso nella luce, di Gilles Bourdos: «Il dolore passa, la bellezza resta». La vita di Pierre-Auguste Renoir (Michel Bouquet) non è narrata, non c'è nemmeno la vita di Jean Renoir (Vincent Rottiers), il regista secondo figlio del pittore francese, non è narrata la vita della modella Andrée (Christa Théret), ma c'è un passaggio, la consegna di un testimone dalla pittura al cinema, un testimone fatto della stessa sostanza: la luce.

  • repo-chick

    Pixxi De La Chasse, rampolla di una ricchissima famiglia di Los Angeles, è una giovane viziata, presuntuosa e spendacciona. A causa della sua irresponsabile condotta di vita (è stata arrestata per ben 18 volte per guida pericolosa!) viene diseredata dai genitori e, così, si vede costretta a trovare un’occupazione. Dopo aver conosciuto Arizona Gray ed Agua, i due “repo men” venuti a requisire la sua spider rosa (la ragazza non ha pagato alcune rate), anche lei decide di far parte della squadra di recuperatori della città. Il suo lavoro consiste nel recuperare i beni che la gente non può più permettersi di pagare. In breve tempo, sbaraglia la concorrenza diventando la migliore sulla piazza. Mentre è impegnata in una missione critica, su un fantomatico treno, dove deve recuperare una grossa taglia di soldi (un milione di dollari), rimane coinvolta assieme ai colleghi in un complotto terroristico.


  • altRitorno a Itaca. Perché se l’Odissea novecentesca delle ideologie è fatalmente giunta alla fine del suo viaggio, non resta che rifugiarsi nel Mito, nel regime del puro immaginario, tornando a casa dopo sedici anni per fare i conti con chi è rimasto.



  • alt«So in this great disaster of our birth
    We can be happy, and forget our doom.»
    (George Santayana)







  • altLa Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro ospita in questi giorni Robert Todd e una serie di appuntamenti e incontri sul suo cinema; a tal proposito ricordavo una bellissima intervista, forse una delle poche fatte a Robert Todd, quella con Mike Hoolboom. L’intenzione, o meglio, la definizione di questa intenzione sul cinema di Todd, trascende la stessa possibilità critica sulla sua opera. Non è soltanto per l’ingovernabilità, per quest’anarchico riportare la natura così come natura è (e cioè storia, spreco, oblio). Perché somiglia al caso, alla provvidenza, alla natura viva e morta; somiglia al tentativo, all’evento, all’insufficiente. In altri termini: l’impossibilità di una critica starebbe a preservarne l’esperienza. Non una esperienza umana, sia chiaro, o del post-visibile, o come comunemente si dice: esperienza lirica. No (quanto più dimentico, tanto più sono - natura).

    Tornando a Hoolboom, quello di Todd sarebbe un cinema dell’ecologia, un manifesto dei cambiamenti climatici, cui unico strumento sarebbe l’attenzione; parla di prospettiva post-umana, di uno sguardo post-umano, pre-politico, di una camera che collabora con la sua materia come una ferita d’argento che si apre, e si apre di nuovo, e che respira. Forse in Speak: when there are no words (1997) si racconta davvero l’espropriazione di questa parola (che non si vuole), la caducità del verbale: “sono consapevole del mio mondo come uno spazio interno di "non-parole. In realtà ho difficoltà a generare parole che corrispondano la ricchezza e la stranezza di pensiero”. Quel processo di dissoluzione, di degenerazione della parola, di distanza da questa (bocca) - e tuttavia lo stesso interesse per la sua organicità , per la sua manifestazione spirituale, per il suo essere acquatico in Speak e cementificarsi - è, e sarà sempre il maggiore grado dell’insufficiente, perciò immagine.



    Il Comune di Pesaro - Assessorato alla Bellezza e la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema
    presentano

    Robert Todd Lost Satellite
    un programma di proiezioni dei film di Robert Todd che incontrerà il pubblico martedì 11 ottobre a Pesaro mentre lunedì 10 ottobre sarà il pomeriggio dedicato a un workshop con il cineasta e la sua Bolex 16mm, alla scoperta del suo metodo di ripresa: il punto di vista, l’osservazione, l’attesa, la luce, la distanza dal soggetto, in dialogo e confronto con i partecipanti.
    Il workshop è gratuito, con un numero massimo di 12 iscritti.
    Iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (inviare mail di iscrizione dal 1° ottobre, specificando nell’oggetto ‘Workshop Todd’ e inserendo nel corpo della mail i propri dati anagrafici, il recapito telefonico e postale. Le iscrizioni verranno accettate in ordine cronologico e fino ad esaurimento posti).

    Qui di seguito tutte le informazioni sulle due giornate pesaresi e su quella milanese del 12 ottobre.

    Robert Todd Lost Satellite
    Pesaro, lunedì 10 ottobre
    ore 14/18 workshop con Robert Todd

    Pesaro, martedì 11 ottobre
    Sala Pasolini / Cinema Sperimentale Piazza del Popolo
    ore 17.30 incontro con Robert Todd
    ore 21.00 proiezione
    Cathedral 16mm, 20’ / Slow rise 16mm, 7’ / Summer light 16mm,15’
    Summer’s eve hd, 6’ / Riverside hd,14’ / Passing 16mm, 4’
    Golden hour 16mm,16’ / Cove 16mm, 7’

    Milano, mercoledì 12 ottobre
    NABA Nuova Accademia di Belle Arti Via Darwin 20
    ore 15/17 incontro con Robert Todd
    O’ Via Pastrengo 12
    ore 20.00 proiezione
    Threshold 16mm,19’ / Repair 16mm,14’ / Antechamber 16mm,11’
    Dew 16mm, 3’ / Fountains of youth 16mm, 20’ / Interplay 16mm, 6’
    Free forms 16mm, 9’ / Falling 16mm, 6’

    COMUNE DI PESARO Assessorato alla Bellezza
    MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA
    a cura di Mauro Santini e Gianmarco Torri
    con la collaborazione di Tommaso Isabella
    media partners: filmidee.it - uzak.it
    Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / milano: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


  • Un corpo si muove nello spazio. Traccia traiettorie, misura con i passi la durata di uno sguardo, ma soprattutto prende coscienza di che cos’è un territorio: un’intelaiatura di segni, una struttura che si appropria dello spazio e, attraverso i nomi dei luoghi, (questa è l’Algeria, di là Marsiglia, in mezzo il mare e la speranza di incontrare un marinaio che ti porti via) ne definisce il senso.


  • rua-aperana-52Attraverso le tre sezioni in cui si divide il film (fotograma,fotodrama,fototrama), Julio Bressane rievoca i luoghi che hanno contrassegnato la sua filmografia.





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