www.uzak.it - ISSN 2039-800X
Periodico online di cultura cinematografica
Diretto da Luigi Abiusi
anno XVII | Uzak 52/53 | primavera/estate 2026

risultati per tag: Cose mai viste


  • Si definisce scientificamente “determinismo”, la concezione secondo la quale ogni avvenimento nella realtà sia necessariamente legato ad altri da un nesso di causa-effetto. Tutto quello che si vede è in funzione d'altro, tutto quello che accade è il risultato di qualcosa. Tutto. Vicino o lontano, percepibile o incomprensibile che sia.

  • synecdoche

    Caden Cotard è un regista teatrale. È anche marito e padre. Purtroppo la sua arte e la sua vita non procedono lungo medesime traiettorie di sviluppo. Tanto è rivolta al successo la prima quanto sembra essere irrimediabilmente destinata al fallimento l’altra. Consapevole di questo, una volta rimasto solo e vittima di sempre più acute manifestazioni ipocondriache, tenta di mettere a fuoco la sua esistenza facendone materia del suo ultimo lavoro teatrale. Vuole riuscire a dar forma al proprio dolore.


  • Due trans in un bar fanno colazione, i vestiti economici, le pance scoperte e il caldo del Natale a Los Angeles festeggiano l’uscita dal carcere, dopo 28 giorni, di Sin-Dee. Intanto un tassista armeno nel giorno della vigilia di Natale trasporta gente tra le strade della città del cinema. Nel corso della colazione Alexandra rivela all’amica che durante la sua assenza è stata tradita da Chester, compagno e protettore, con una prostituta bionda, e così inizia il percorso delle due attraverso le strade e i marciapiedi di Hollywood in cerca del compagno e della prostituta. Così inizia Tangerine, realizzato nel 2015 da Sean Baker utilizzando degli iPhone 5.


  • TargetRussia 2020. Tre uomini e due donne della ricca borghesia moscovita giungono al Target, un luogo sperduto dell'ex URSS, le cui radiazioni hanno la proprietà di dare l'eterna giovinezza. Ritornati a Mosca insieme a un'abitante di un villaggio vicino il Target, scopriranno che la loro percezione dell'esistenza è mutata in modo irreversibile e tragico.


  • taxidermiaTre racconti esemplari, tra loro legati da una contiguità generazionale. Nonno, figlio e nipote. Rispettivamente: un erotomane soldato magiaro; un campione nazionale d’abbuffata durante gli anni della dominazione sovietica; ed un rachitico imbalsamatore. Tre corpi accomunati dalla tara genetica della devianza. Tre vicende tra loro concatenate attraverso le quali tracciare la Storia recente d’Ungheria.


  • altThe Assassin è un film che fa male in questo suo farsi lama sottile e spietata: il taglio che genera è un batter di ciglia che capovolge lo sguardo, il mondo risucchiato nelle orbite per farsi di piombo.






  • THE BAY 1Chesapeake Bay, Claridge, 4 luglio 2009. La Festa dell’Indipendenza invade la piccola cittadina, stand, barche, parate, gare di cibo stanno per occupare ogni spazio e ogni momento della luminosa giornata, mentre la giovane reporter Donna del canale locale WVBR cerca di realizzare un reportage dell’avvenimento. Pian piano, però, alla gioia e al calore della festa si sostituisce l’orrore e il caos: una strana forma di epidemia virale inizia a colpire la gente del posto e un numero altissimo di pesci viene ritrovato morto nelle acque della baia. Tre anni dopo il disastro, Donna ricostruisce quanto avvenuto…


  • altNel suo celebre saggio dedicato allo studio dei colori, Goethe propose uno dei primi esemplari di “cerchio cromatico” (in inglese color wheel) dove «i colori in esso diametralmente opposti sono quelli che nell’occhio si richiamano reciprocamente. Così il giallo richiama il violetto, l’arancio l’azzurro, il porpora il verde, e viceversa. Così anche le gradazioni si richiamano reciprocamente, il colore più semplice richiama quello più composto e il più composto quello più semplice» (Goethe 2013, p. 33). Incuriosisce il fatto che il secondo lungometraggio del giovane americano Alex Ross Perry, intitolato appunto The Color Wheel, sia stato girato interamente in bianco e nero, su pellicola 16mm. Dove sono i colori?

  • The Disaster Artist di James Franco si è certo distinto per apprezzamento da parte del cinefilissimo popolo del Torino Film Festival, dove è sfilato, nel generale compiacimento ilare, nella sezione After Hours. Si concorda tutti sul fatto che sia commedia a dir poco esilarante, dal ritmo pirotecnico, nel senso che i motivi di riso si susseguono con lo stesso ritmo scoppiettante e irregolare delle esplosioni prodotte dai fuochi nelle notti di festa, tutti d'accordo sulla qualità della performance istrionica di Franco attore-mattatore e regista e sul fatto che pratichi un comico intelligente, alternativo e quant'altro. Considerazioni, queste, più che corrette e criticamente necessarie, ma di cui ci occuperemo solo nel prosieguo.


  • alt«Penso che se il diavolo non esiste, ma l’ha creato l’uomo, l’ha creato a sua immagine e somiglianza» (I fratelli Karamazov, Fëdor Dostoevskij)

    L’impiegato di un ente governativo, Simon, (ri)vive le stesse giornate sentendosi costantemente fuori dal suo corpo («come Pinocchio è un ragazzo di legno, non vero»). La sua frustrazione partorisce un doppio, un dostoevskijano Sosia (lo script è basato sull’omonimo romanzo) che è, allo stesso tempo, suo opposto.


  • alt«Dovrei venire, guardarti, tirarti fuori, baciarti e sostenerti, per non farti scivolare via. Ti prego, credimi, un giorno verrò e ti porterò via con me» (Bachmann-Celan 2011, p. 17)

    È difficile riuscire ad entrare in un territorio pericolante come è quello dello spazio della parola senza cadere, inevitabilmente, in un linguaggio che eccede se stesso per diventare goffamente retorica. The Dreamed Ones tenta nell’impresa e lo fa lasciando che siano le parole ad occupare il campo della macchina da presa.

  • Da che gli avventurosi pionieri del gruppo di Brighton e, una manciata di anni dopo, il giovane Griffith ebbero l'intuizione delle possibilità espressive della frammentazione; da che iniziarono a suddividere lo spazio unitario dell'immagine nelle sue molte inquadrature parziali, e il montaggio da mera pratica sommativa si è dischiuso nelle sue infinite possibilità di senso ed emozione, la questione fondamentale per cineasti e critici è diventata e sempre resterà quella della significazione cinematografica.


  • «E quando furono saziati, disse ai discepoli: “raccogliete i pezzi avanzati che nulla si perda”.»
    Giovanni, 6:12






  • altUn gatto parlante chiuso in gabbia scandisce il tempo di un'attesa. I suoi padroni, Sophie e Jason, hanno trenta giorni a disposizione per cambiare la propria vita di coppia. Tra ordinaria quotidianità e desiderio di voler essere qualcun altro, il destino è affidato ai poteri magici di Jason...



  • the-girlfriend-experience-the-girlfriend-experience-08-07-2009-6-g_-_Copia«La smorfia imbronciata della ragazza è portatrice di questa usura e, al tempo stesso, partecipe del fantasma […]. Usata, affaticata, disincantata dopo che si è, probabilmente, abusato di lei per metterla in vendita, attende l’usura del cliente […]. L’abuso e l’usurpazione possono ricominciare a scuotere un altro occhio. È inutilizzabile – e, al contempo, è come se l’inutilizzabile di questo uso infinitamente ripreso continuasse a fremere non lontano dall’inutilizzabile, non sfruttabile, non esponibile nudità. Qui, nell’immagine, è infatti ancora presente una nudità che, nonostante tutto, ci emoziona, mentre siamo colti dalla tristezza che la foto ha colto».


  • Una superficie d’acqua immota all’apparenza viene astrattamente percorsa da animali, dall’animalità che siamo capaci di esprimere quando gravemente feriti.
    Clover torna a casa, nella campagna del Somerset, Inghilterra. E qui, tutto l’impianto della fattoria di famiglia ci dice che è in atto una dislocazione, uno spaesamento. Un’abitazione che non è agibile e, dunque, vuota, a causa di un’alluvione; un container dove essere provvisori ontologicamente, un bestiame che viene continuamente spostato, un cane affamato dimenticato in uno sgabuzzino tra i suoi escrementi.

  • lc2Lone Man è un killer solitario che si muove tra Madrid e l’Andalusia con lo scopo di portare a termine una missione non ben precisata. Il suo viaggio è scandito da gesti che si ripetono, da luoghi che ritornano ossessivamente e dagli incontri con i suoi contatti con i quali si scambia delle scatole di fiammiferi dalle quali estrae un biglietto con un codice cifrato che poi ingoia.


  • Dopo Pierrot Lunaire (2014) e Gerontophilia (2013), un’opera, quest’ultima, completamente invasa da una quiescenza malinconica, da un desidero non ancora sveglio  ̶  se paragonato all’assoluta determinazione di The Raspberry Reich (2004), Hustler White (1996) e No Skin off My Ass (1993)  ̶ , dopo Otto; Up with Dead People (2008) e L.A. Zombie (2010), che sembravano davvero attendere il terzo ed ultimo capitolo di una trilogia horror-gore, The Misandrists gravita per la prima volta in un senso grammaticamente opposto, quello cioè di un humor-soft-core anni Settanta totalmente popolato da donne.

  • alt«Quel giorno, vedendo le braccia congelate del ragazzino sul sedile della macchina, avevo capito che la sfortuna era venuta a farci visita. E noi ce l’eravamo legata ben bene sotto i piedi, come un blocco di cemento. Avevamo preso la decisione in assoluto peggiore: scappare. Misi in moto la decrepita Dodge Fury ’74 di mio fratello e via».
    (The Motel Life, Willy Vlautin)

  • Leonardo Gregorio

    The-Passage-promo6Ana ha appena scoperto che il suo cancro è terminale. Jack è da poco uscito di prigione ed ha disperatamente bisogno di soldi. Harold viaggia in autostop all'inseguimento della sua passione. Non hanno nulla in comune oltre a non avere nulla da perdere. Per questa ragione e per un paio di bigliettoni i tre incominciano un viaggio insieme...

    [dalla brochure del film]

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